giovedì 27 settembre 2012

Book Corner – La Chimera


Sinossi

"Nel 1610 Zardino è un piccolo borgo immerso tra le nebbie e le risaie a sud del Monte Rosa. Un villaggio come tanti, e come tanti destinato a essere cancellato senza lasciare tracce. C'è però una storia clamorosa, soffocata sotto le ceneri del tempo, che Sebastiano Vassalli ha riportato alla luce: la storia di una donna intorno alla quale si intrecciano tutte le illusioni e le menzogne di un secolo terribile e sconosciuto. Antonia, una trovatella cresciuta nella Pia Casa di Novara, un giorno viene scelta da due contadini e portata a Zardino, dove cerca di vivere con la fede e la semplicità che le hanno insegnato le monache. Ma la ragazza è strana, dice la gente. Perché è scura d'occhi, pelle e capelli, come una strega, e una volta è svenuta al cospetto del vescovo Bascapè, l'uomo che doveva diventare Papa e che si è messo in testa di trasformare in santo chiunque abiti quelle terre. E poi perché Antonia è bella, troppo bella, ed è innamorata, ed è indipendente: in lei ci dev'essere per forza qualcosa di diabolico... Vassalli illumina gli angoli più oscuri di un secolo senza Dio e senza Provvidenza, ricostruendo un episodio che è stato crocevia di molti destini e che, in un turbine di menzogne e fanatismi, ci dice molto di come si è formato il carattere degli italiani."

Titolo: La Chimera
Autore: Sebastiano Vassalli
Formato: Brossura
Pagine: 308
Editore: Einaudi (1990)
Collana: ET. Einaudi Tascabili. Scrittori
Prezzo: 11 Euro

Tempo di lettura: 5 Giorni
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"La Chimera" è ambientato in un paesino della bassa, nella zona di Novara ed è la storia di Antonia.
In tutto questo romanzo c'è una grande e profonda ricerca storica che Vassalli riporta in ogni tratto del suo raccontare, dalle tradizioni alle leggende, dalle abitudini alla psicologia delle persone, dalla cultura ai modi di vivere, e quant'altro.
E' l'inizio del 1600.
Antonia è orfana e viene adottata da una coppia di contadini, che contrariamente alle usanze dell'epoca, la trattano come fosse loro figlia legittima. La ragazzina cresce insieme alla sua amica Teresina in queste campagne, tra finti preti che si arrogano il diritto di predicare, alla scoperta di persone e storie.
I risaroli, i Lanzichenecchi, il vescovo che cerca di rendere la chiesa più rigida anche nei paesi.
Antonia cresce e diventa molto bella, tanto che la di lei bellezza viene dipinta sul volto di una Madonna in un'edicola da un pittore, e trova anche un fidanzato.Tutti però invidiosi della sua bellezza e del suo modo di essere riconducono ogni accadimento negativo non alla malasorte ma a lei che viene tacciata ben presto come strega e segnalata all'inquisizione che ben presto verrà a far visita al suo paese, Nardino, per interrogare i suoi compaesani.
Tutti la condanneranno e testimonieranno a suo sfavore dichiarandola una strega, gli unici che la difenderanno dicendo la verità e gridando la sua innocenza sono i suoi genitori adottivi e la sua amica Teresina. Ma sotto torture e violenze insopportabili al fine Antonia confessa ciò che non ha fatto e neanche mai pensato di essere, una strega, confessa ciò che gli dicono di dire. E viene condannata a morte, al rogo, nel posto dove ogni notte incontrava il suo fidanzato.

Quanta amarezza può portare nel cuore la coscienza di essere circondati da persone che vedono attraverso occhi che hanno il filtro dell'ignoranza, dell'invidia, della cattiveria, della stoltezza. Quanto dolore può provocare il dolore inflitto solo ed esclusivamente per provocare del dolore fine a se stesso.
Quanta rassegnazione ci può essere in un cuore accusato di essere ciò che non è solo perché superiore agli altri cuori in bontà, generosità e grandezza di spirito.

Da leggere per sapere di più su alcune zone della nostra Italia, per sapere di più sul nostro passato, per leggere un libro scritto egregiamente con un'infinità di informazioni precise e dettagliate su tutto ciò che riguarda il nostro passato delle tradizioni e della cultura popolare.
Da leggere perché la storia di Antonia fa venire il "groppo in gola"... e commuove, perché questa è una storia inventata, ma non ce ne sono di tanto diverse che sono accadute nel passato...

Vorrei copiare qui un passo del libro che parla della mia città, di Roma, e la descrive meravigliosamente per come era all'epoca... e un po' anche com'è ora.

"...e il suo pensiero scivolò indietro nel tempo, ritornò a Roma. Laggiù nella Casa dei Padri Barnabiti c'era una terrazza che s'affacciava sui tetti e sulle cupole d'Oltretevere e ci si stava anche d'inverno, con il sole: a leggere, a studiare, a conversare d'argomenti teologici... In primavera poi s'usciva fuori porta, dalle mura di Campo Santo o dal Castello; si andava all'Isola e verso il Colosseo, in una nuvola di fiori di mandorlo, di pesco e di ciliegio, tra le rovine dei templi e gli orti e le casupole della città morta, simili più a rifugi per animali che a dimore umane; lì, in mezzo a quelle casupole, s'incontravano ancora quei pastori con le ciocie ai piedi e la pecora sulle spalle che assomigliavano al Buon Pastore delle prime rappresentazioni cristiane, e c'era ovunque un venticello che ti stimolava, ti eccitava, ti faceva star bene e sentire bene: il ponentino! Allungandosi la passeggiata, si finiva a desinare in una delle antiche osterie fuori porta dove ci si sedeva attorno a certe tavole lunghe, con tante altre persone che non si conoscevano tra loro: monsignori e venditori di terraglie, pellegrini e madri badesse, vescovi e barrocciai, briganti da strada e musicisti e pittori se ne stavano tutti insieme, senz'ombra di imbarazzo o di fastidio, a contatto di gomito...
Queste cose succedevano a Roma, e non avrebbero potuto succedere in nessun'altra parte del mondo. Soltanto in quel luogo consacrato dai millenni tutto ciò che c'è stato e ci sarà può convivere con tutto: l'alto e il basso, il vecchio e il nuovo, la religione e l'empietà, il fasto e la miseria, perfino Dio e il Diavolo sembravano aver trovato un equilibrio stabile e duraturo in quella città, dove tutto è già accaduto, e mica una sola volta! Mille volte. Così anche in quelle osterie sperdute nella campagna laziale, lungo le antiche strade consolari infestate dai briganti, dove si poteva finir sgozzati ad ogni passo per pochi giulii... Ci si sedeva fuori sotto il pergolato e poi arrivavano gli stornellatori con i loro liuti a cantare l'amore, gli occhi della madonna, la primavera e il ponentino: e lì era Roma, come era Roma nella nebbia degli incensi e nel fragore dei canti gregoriani che facevano vibrare le colonne della nuova Basilica San Pietro, centro del mondo, anticamera di Dio...
Per secoli, per millenni, la città di Roma s'era beata nella sua luce, nella sua storia, nei suoi aromi d'abbacchio e di rosmarino e nulla al mondo, o quasi nulla, sembrava potesse scandalizzarla..."

xoxo Connor


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Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale

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