domenica 27 gennaio 2013

Book Corner - Auschwitz. Ero Il Numero 22054


Sinossi


"È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz? Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo. Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l’orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo… Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell’inferno di Auschwitz. Da quel momento ha inizio la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei. Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l’orrore dell’Olocausto."

Titolo: Auschwitz. Ero Il Numero 220543
Autore: Denis Avey
Formato: Rilegato
Pagine: 336
Editore: Newton Compton (27 Ottobre 2011)
Collana: I volti della storia
Prezzo: 9,90 Euro
Tempo Di Lettura: 5 giorni
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Il 27 Gennaio di ogni anno ricorre il Giorno della Memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto della Seconda Guerra Mondiale.
Vi avevo parlato dei miei acquisti su questo argomento.
Ho finito proprio ieri di leggere il libro "Auschwitz. Ero il Numero 220543" di Denis Avey.
Denis Avey è stato un militare dell'esercito Inglese partito volontario per aiutare le forze alleate.
Le sue memorie sono raccolte in questo libro (in cui si è avvalso della collaborazione del giornalista Rob Broomby) in cui racconta in prima persona delle sue esperienze dalla guerra in Africa fino alla prigionia ad Auschwitz.
Lì scopre la vera realtà dei campi di sterminio e degli abomini commessi dalle SS naziste ai deportati ebrei.
Racconta di come riesce ad introdursi nel settore riservato agli ebrei per poter vedere con i propri occhi ed essere testimone di quanto accadeva lì. Voleva raccontare al mondo intero quello che fino ad allora sarebbe stato inimmaginabile.
Questo libro non termina con il racconto e la denuncia, ma arriva fino ad oggi e ci fa scoprire anche le vite di altre persone che furono con lui in quell'inferno chiamato Auschwitz.
Sono passati più di settant'anni dalla fine di quella disgraziata guerra, ma non per questo i ricordi, i racconti e le esperienze di chi ha vissuto quegli anni appartengono solo al passato. Sono insegnamenti sempre attuali che devono rimanere impressi nella mente dell'umanità per far sì che il valore della vita non venga mai oscurato.
Lascio qui le frasi del libro che mi hanno colpito maggiormente

"Dovunque guardassi, vedevo muoversi lentamente strane figure: centinaia, no, migliaia. Indossavano tutti camicie e pantaloni logori, a righe, più simili a pigiami che ad abiti da lavoro. I loro volti erano terrei, le teste rozzamente rasate, appena coperte da minuscoli copricapi. Si aggiravano come ombre vaghe e indistinte, parevano destinati a dissolversi nel nulla da un momento all'altro. Non riuscivo a capire chi, o cosa, fossero...stentai a credere che in quel luogo la vita valesse cosi poco"
"Guardando il loro volti, con le guance scavate e le orbite infossate nel cranio, sembrava che di loro non fosse rimasto nulla. Erano stati privati di ogni emozione e sentimento con la violenza. Dovevo vedere con i miei occhi quale fosse la causa di tutto questo. E per farlo, dovevo andarci di persona."
"Dovevo scoprire a tutti i costi cosa stava trasformando quegli esseri umani in ombre."
"Quando ti rassegni, anche il dolore smette di farsi sentire. Ti hanno strappato ogni emozione, ogni sentimento. Loro erano cosi. Non avevano scelta".
"Non esisteva niente al mondo paragonabile ad Auschwitz III: era l'Inferno sulla Terra"
"Quanto accadeva là dentro era la cosa peggiore che si potesse fare a un uomo. Privarlo di tutto - i suoi averi, il suo orgoglio, la sua autostima - e poi ucciderlo. Era una lenta agonia. Dire che si trattava di un trattamento disumano non riusciva nemmeno lontanamente a descrivere tutto ciò."
xoxo Connor
Foto by Connor
Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato da Connora scopo di uso personale

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