giovedì 29 agosto 2013

Book Corner - I 100 migliori libri disempre

Curiosando per la rete sono inciampata in una serie di liste come se le amassi poco teehee e su una pagina di Wikipedia ho trovato una classifica stilata dal Norvegian Book Club la quale ha dato la possibilità a diversi esperti di stilare una lista dei 10 libri migliori secondo i loro parametri di giudizio individuali.
Alla fine è stata redatta così la World Library che non è altro che una lista contenente i 100 migliori libri di sempre!!
Ora ve la riporto qui, i libri sono stati inseriti per ordine di autore in quanto a tutti è stato dato lo stesso livello di importanza, ma ad una sola opera è stata data la corona di regina definendola come "la migliore opera che sia mai stata scritta" e cioè "Don Chisciotte".
  1. "Il crollo" di Chinua Achebe - Nigeria 1958
  2. "Fiabe" di Hans Christian Andersen - Danimarca 1835/7
  3. "Divina Commedia" di Dante Alighieri - Italia 1321
  4. "Epopea di Gilgamesh" di anonimo - Impero Accadico XVIII-XVII secolo a.c.
  5. "Libro di Giobbe" di anonimo - Impero Persiano VI-IV secolo a.c.
  6. "Le mille e una notte" di anonimo - Egitto/Iraq/Iran/India 700-1500
  7. "Njàls Saga" di anonimo - Islanda XIII
  8. "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen - Regno Unito 1813
  9. "Papà Goriot" di Honoré de Balzac - Francia 1835
  10. "Malloy", "Malone muore", "L'innominabile" di Samuel Beckett - Irlanda 1951/3
  11. "Decameron" di Giovanni Boccaccio - Italia 1349/53
  12. "Finzioni" di Jorge Luis Borges - Argentina 1944/86
  13. "Cime Tempestose" di Emily Bronte - Regno Unito 1847
  14. "Lo straniero" di Albert Camus - Algeria/Francia 1942
  15. "Poesie" di Paul Celan - Romania 1952
  16. "Viaggio al termine della notte" di Louis-Férdinand Céline - Francia 1932
  17. "Don Chisciotte della Mancia" di Miguel de Cervantes  - Spagna 1605/15
  18. "I racconti di Canterbury" di Geoffrey Chaucer - Inghilterra XIV secolo
  19. "Opere" di Anton Cechov - Russia 1886
  20. "Nostromo" di Joseph Conrad - Regno Unito 1904
  21. "Grandi Speranze" di Charles Dickens - Regno Unito 1861
  22. "Jaques il fatalista e il suo padrone" di Denis Diderot - Francia 1796
  23. "Berlin Alexanderplatz" di Alfred Doblin - Germania 1929
  24. "Delitto e Castigo" di Fedor Dostoevskij - Russia 1865
  25. "L'idiota" di Fedor Dostoevskij - Russia 1869
  26. "I demoni" Fedor Dostoevskij - Russia 1872
  27. "I fratelli Karamazov" di Fedor Dostoevskij - Russia 1880
  28. "Middlemarch" di George Eliot - Regno Unito 1871
  29. "Uomo invisibile" di Ralph Ellison - Stati Uniti 1952
  30. "Medea" di Euripide - Atene 431 a.c.
  31. "Absalom! Absalom!" di William Faulkner - Stati Uniti 1936
  32. "L'urlo e il furore" di William Faulkner - Stati Uniti 1929
  33. "Madame Bovary" di Gustave Flaubert - Francia 1857
  34. "L'educazione sentimentale" di Gustave Flaubert - Francia 1869
  35. "Romancero gitano" di Federico García Lorca - Spagna 1928
  36. "Cent'anni di solitudine" di Gabriel García Márquez - Colombia 1967
  37. "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel García Márquez - Colombia 1985
  38. "Faust" di Johann Wolfgang von Goethe - Weimar, Germania 1832
  39. "Le anime morte" di Nikolaj Vasil'evič Gogol' - Russia 1842
  40. "Il tamburo di latta" di Günter Grass - Germania 1959
  41. "Grande sertão" di João Guimarães Rosa - Brasile 1956
  42. "Fame" di Knut Hamsun - Norvegia 1890
  43. "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway - Stati Uniti 1952
  44. "Casa di bambola" di Henrik Ibsen - Norvegia 1879
  45. "Ulisse" di James Joyce - Irlanda 1922
  46. "Racconti" di Franz Kafka - Austria 1924
  47. "Il processo" di Franz Kafka - Austria 1925
  48. "Il castello" di Franz Kafka - Austria 1926
  49. "Abhijñānaśākuntalam" di Kālidāsa - Impero Gupta, India I/IV secolo
  50. "Il suono della montagna" di Yasunari Kawabata - Giappone 1954
  51. "Zorba il Greco" di Niko Kazantzakis - Grecia 1946
  52. "Figli ed amanti" David Herbert Lawrence - Regno Unito 1913
  53. "Gente indipendente" di Halldór Laxness - Islanda 1934/5
  54. "Opere" di Giacomo Leopardi - Italia 1818
  55. "Il taccuino d'oro" di Doris Lessing - Regno Unito 1962
  56. "Pippi Calzelunghe" di Astrid Lindgren - Svezia 1945
  57. "Diario di un pazzo" di Lu Xun - Cina 1918
  58. "Il rione dei ragazzi" di Naguib Mahfouz - Egitto 1959
  59. "I Buddenbrook" di Thomas Mann - Germania 1901
  60. "La montagna incantata" di Thomas Mann - Germania 1924
  61. "Moby-Dick" di Herman Melville - Stati Uniti 1851
  62. "Saggi" di Michel de Montaigne - Francia 1595
  63. "La storia" di Elsa Morante - Italia 1974
  64. "Amatissima" di Toni Morrison - Stati Uniti 1987
  65. "Genji monogatari" di Murasaki Shikibu - Giappone XI secolo
  66. "L'uomo senza qualità" di Robert Musil - Austria 1930/2
  67. "Lolita" di Vladimir Nabokov - Stati Uniti 1955
  68. "Iliade" di Omero - Antica Grecia VIII a.c.
  69. "Odissea" di Omero - Antica Grecia VIII/VII a.c.
  70. "1984" di George Orwell - Regno Unito 1949
  71. "La metamorfosi" di Apuleio - Impero Romano II secolo
  72. "Libro dell'inquietitudine" di Fernando Pessoa - Portogallo 1928
  73. "Racconti" di Edgar Allan Poe - Stati Uniti XIX secolo
  74. "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust - Francia 1913/27
  75. "Gargantua e Pantagruel" di François Rabelais - Francia 1532/34
  76. "Pedro Páramo" di Juan Rulfo - Messico 1955
  77. "Masnavi" di Giala al-Din  Rumi - Persia, Impero Mongolo 1258/73
  78. "I figli della mezzanotte" di Salman Rushdie - India 1981
  79. "Bostan" di Saadi - Persia, Impero Mongolo 1257
  80. "La stagione della migrazione a Nord" di Tayeb Salih - Sudan 1971
  81. "Cecità" di José Saramago - Portogallo 1995
  82. "Amleto" di William Shakespeare - Inghilterra 1603
  83. "Re Lear" di William Shakespeare - Inghilterra 1608
  84. "Otello" di William Shakespeare - Inghilterra 1622
  85. "Edipo Re" di Sofocle - Antica Grecia 430 a.c.
  86. "Il rosso e il nero" di Stendhal - Francia 1830
  87. "Vita e opinioni diTristram Shandy, gentiluomo" di Laurence Sterne - Inghilterra 1760
  88. "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo - Italia 1923
  89. "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift - Irlanda 1726
  90. "Guerra e pace" di Lev Tolstoj - Russia 1865/69
  91. "Anna Karenina" di Lev Tolstoj - Russia 1877
  92. "La morte di Ivan Il'ič" di Lev Tolstoj - Russia 1886
  93. "Le avventure di Huckleberry Finn" di Mark Twain - Stati Uniti 1884
  94. "Ramayana" di Valmiki - India III a.c.
  95. "Eneide" di Virgilio - Impero Romano 29/19 a.c.
  96. "Mahābhārata" di Vyasa - India IV secolo a.c./ IV secolo
  97. "Foglie d'erba" di Walt Whitman - Stati Uniti 1855
  98. "La Signora Dalloway" di Virginia Woolf - Regno Unito 1925
  99. "Gita al faro" di Virginia Woolf - Regno Unito 1927
  100. "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar - Francia 1951
Cosa posso dire di questa lista, che ovviamente non ho letto tutti questi 100 titoli, anzi, alcuni di questi neanche sapevo esistessero, anzi, alcuni di questi titoli neanche so come si pronunciano.
ovviamente non posso che essere sconcertata per l'esclusione di alcuni titoli e/o autori a parer mio fondamentali come Jules Verne, Emilio Salgari, Lewis, Tolkien, Eco, D'Annunzio, Wilde...
Vero è che ognuno poteva inserire solamente 10 libri nella propria lista, ma per esempio non capisco come un titolo come "Il piccolo Principe" o "Il signore delle Mosche" non compare nella lista, mentre compare "Pippi Calzelunghe".
Immagino che il background culturale e la formazione educativa di chi ha compilato le liste abbia in un certo qual modo influenzato inevitabilemnte la scelta dei libri da inserire o da escludere.
xoxo Connor
Foto da qui

giovedì 22 agosto 2013

Book Corner - Stryx. Il Marchio Della Strega

Sinossi
"Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore, Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l'esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem. La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L'unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigioazzurro, Scott, il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di "S" posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa."
Titolo: Stryx. Il Marchio Della Strega

Autore: Connie Furnari
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 292
Editore: Edizioni della Sera (5 Dicembre 2011)
Collana: Spade d'Inchiostro
Prezzo: 12 Euro

Tempo Di Lettura: 3 Giorni
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Italians Do It Better!
Questa volta è il caso di ribadirlo con il punto esclamativo!
Sono sempre stata molto scettica per quanto riguarda la capacità creativa e narrativa degli autori nostrani per quanto riguarda il settore Fantasy, Urban Fantasy, Paranormal... e così via, ma ultimamente mi sto ricredendo. Connie Furnari (qui il suo blog) è un'autrice nata a Catania e laureata in Lettere e da sempre dedita alla scrittura, ha vinto nel 1995 il "Premio Superga" a Torino ed altri premi per racconti e poesie!
E continua a scrivere oggi evidenziando il lato più gotico della sua abilità narrativa.
Questo di Stryx possiamo includerlo nel genere Urban Fantasy - Young Adult. Già dalle prime pagine uscivo ogni tanto dalla lettura per sincerarmi che davvero l'autrice fosse Italiana, perché è un libro da far invidia ai tanto osannati (me per prima) autori d'oltreoceano.
Veniamo al romanzo, la storia è ambientata a Salem, cittadina che divenne tristemente famosa nel diciassettesimo secolo per la spietata caccia alle streghe che vi si tenne.
Protagonista è la sedicenne (ormai da trecento anni) Sarah e sua sorella gemella Susan: due streghe che durante la loro vita hanno vissuto tantissime esperienze e imparato con la loro sola determinazione e forza d'animo i trucchi del mestiere.
Sarah è una dolcissima, modesta ma molto determinata ragazza dai capelli rossi, mentre sua sorella è bionda con un carattere spavaldo e un atteggiamento da vamp che cerca sempre di mettersi in mostra per essere al centro dell'attenzione, soprattutto con i ragazzi attraenti.
A Salem le due ragazze vogliono iniziare una nuova vita andando al liceo e cercando di fare una vita normalissima, sempre per quanto sia possibile essendo streghe...
Sin da subito le cose non vanno come previsto perché tra gli incontri che fanno nell'istituto scolastico ce n'è uno in particolare che sconvolge le emozioni di Sarah.

Streghe ci si nasce o ci si diventa? In questo libro potremmo avere delle risposte a questa domanda grazie alle due sorelle e alle nuove generazioni di  streghe di Salem che incontreranno durante il loro cammino.
Una cittadina ormai divenuta tranquilla, una cittadina in cui le streghe possono vivere tranquillamente in "incognito", così sembrerebbe, ma in realtà non possono mai stare tranquille e vivere la loro esistenza in pace perché c'è chi gli da la caccia da generazioni, da secoli... i Cacciatori di Streghe.

L'odio tra i Cacciatori e le Streghe è ormai un sentimento atavico, ma deve essere per forza così? Non può cambiare?
L'opinione pubblica ormai da che la storia ha memoria, ha la certezza che le Streghe siano delle impersonificazioni del maligno e delle serve del male, e portate a condurre gli uomini ad azioni aberranti e negative. Ma è questa la verità?
In alcuni personaggi del libro si intravedono elementi di dualità di bene e male, di bontà e maligno, il loro essere "umani" è veramente ben costruito e la psicologia e il carattere di ogni personaggio è ben strutturato.
In questo romanzo Connie Furnari con un narrare fresco e scorrevolissimo alterna il racconto della vita attuale di Sarah e Susan ad episodi risalenti al Diciassettesimo secolo, dei flashback della loro vita passata e grazie a ciò scopriremo delle verità importanti sulla loro vita e sulla vita delle streghe di Salem.
La lettura di questo libro è stata veloce, interessante ed intensa. L'autrice fornisce ogni dettaglio di innumerevoli particolari, cura molto le descrizioni dei personaggi, dal loro abbigliamento a cosa mangiano, bevono, le loro espressioni, il modo in cui modulano la voce, i movimenti che fanno, le emozioni, i gesti.

Quindi streghe, magia, male, bene, Halloween, amore, amicizia, odio, amore fraterno: questi i temi più rilevanti.
xoxo Connor
Foto da qui
Disclosure: Questo prodotto è stato inviato a Connor dall'autore a scopo di valutazione.

martedì 20 agosto 2013

Small Talk - Ignatio

Oggi voglio presentare il mio amico Ignatio, l'unico (superstite) abitante del mio acquario tropicale.
Ignatio è un pesce scalare (nato in cattività come tonnellate dei suoi predecessori, quindi evitiamo di fare sterili polemiche), che vive in casa Connor già da 9 anni più o meno.
E' un esemplare maschio, e la sua compagna è andata via già diversi anni fa, ed essendo lui un pesce monogamo e territoriale, non posso prendergli un'altra compagna e/o compagnia in acquario.
Ma l'Ammiraglio Parker gli fa ottima compagnia.
xoxo Connor





Foto by Connor

giovedì 15 agosto 2013

Book Corner - E L'Eco Rispose


Sinossi

"Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c'è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre. Attraverso generazioni e continenti, in un percorso che ci porta da Kabul a Parigi, da San Francisco all'isola greca di Tinos, Khaled Hosseini esplora con grande profondità i molti modi in cui le persone amano, si feriscono, si tradiscono e si sacrificano l'una per l'altra."
Titolo: E L'Eco Rispose

Autore: Khaled Hosseini
Formato: Rilegato
Pagine: 456
Editore: Piemme (21 Giugno 2013)
Prezzo: 19,90 Euro

Tempo Di Lettura: 5 giorni

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Forse molti di voi non sanno che sono grandissima fan dei libri di Khaled Hosseini, per cui non potevo esimermi dal comprare il libro appena uscito nelle librerie ed iniziare a leggerlo subitissimamente.
Finalmente è arrivata anche la recensione, nonostante io abbia terminato la lettura di questo romanzo non molti giorni dopo averne iniziata la lettura. E' uscito nelle nostre Italiche librerie verso la fine dello scorso mese di Giugno.
Inizialmente quando ho visto le piume sulla copertina mi sono detta "Ohibò, anche le copertine dei libri del mitico Hossini sono cadute vittime della moda di piazzare alcuni elementi decorativi a buffo senza senso sulle proprie copertine perché fa moda", ma con mio grande, estremo ed immenso sollievo subito poco dopo l'inizio del libro, ho scoperto che fortunatamente non è così.
Quelle piume hanno un ruolo ben importante nel libro. Bene.
Questa è la terza fatica che esce dalla penna di questo autore di origine Afghana, e come i precedenti racconta di persone provenienti dall'Afghanistan.
Qui il principio della storia narra di una famiglia composta da due fratellini (un maschietto Abdullah e una femminuccia Pari) e il loro padre. La loro mamma è morta dando alla luce la piccola Pari. Le vite dei due fratellini sono le prime ad essere raccontate, ma poi progressivamente attorno a loro appaiono altri personaggi le cui vite ruoteranno e si intersecheranno con le loro in un modo o nell'altro. Gradualmente.
Ogni capitolo del libro è narrato da un personaggio differente, e questo garantisce diversi punti di vista sulle varie storie.
Tante vite che vengono scoperte pagina dopo pagina, mentre si cerca di scoprire la vita di questi due fratellini Afghani, quindi questo posso definirlo un romanzo di formazione, che racconta la vita, la crescita esteriore ed interiore non solo degli iniziali protagonisti del libro Abdullah e Pari, ma di tutti gli altri che lentamente si inseriscono nella storia, rimanendoci ed a a tratti imponendosi, quasi come protagonisti.

Hosseini torna a parlare in questo libro di temi a lui cari come la terra Afghana straziata dalla guerra ma sempre ricca di bei ricordi e tradizioni, l'attaccamento ai valori della famiglia, lo stato delle persone sofferenti, che lottano per riuscire a salvarsi, ma sempre con grande dignità, siano loro afflitti da disagi fisici, mentali, o sofferenze imposte dalla guerra, dalla povertà o dalla privazione della libertà.
Questo libro ci insegna l'amore, l'amore fraterno. L'amore disinteressato, che può essere originato da legami di sangue come quelli tra fratello e sorella o semplicemente tra persone caritatevoli che hanno rispetto per i diritti dei propri simili.
Alcuni legami sono indissolubili, come quello tra i due fratelli, alcuni legami sono solo egoistici o di convenienza, costruiti per necessità o per estetica. Quelli fittizi finiranno col crollare e sgretolarsi, quelli veri e basati su sentimenti veri saranno sempre in vita, anche se la vita proverà con tutte le sue angherie a spezzarli.
I fratelli del romanzo di Hosseini si fidano ciecamente l'uno dell'altra, e la gioia reciproca è il dono più grande che possa dargli la vita.
Ma il destino, si sa, è dispettoso, per cui in ogni momento farà di tutto per provare a separarli, definitivamente, non solo fisicamente, ma anche nei loro pensieri.

L'abilità narrativa di Khaled Hosseini inizialmente ci ho messo un po' a riconoscerla, ma superati i primi capitoli, si è srotolato davanti ai miei occhi una storia ampia, senza confini, dettagliatissima, che non lascia nulla in sospeso, che ci racconta tutto.
Ci fa un quadro completo delle immagini, dei suoni, degli odori e profumi, anche dei sapori.
E poi le emozioni, che si infiltrano, e sono come un fiume che viene disegnato dalla piccola sorgente fino ad ingigantirsi ed arrivare all'estuario che si butta nel mare: un fiume di emozioni che sgorga silenziosamente e poi si riempie sempre di più mentre scende a valle dalla montagna arricchendosi di altre emozioni provenienti dagli altri fiumi, si ingrossa, fino a raggiungere il suo massimo livello e poi sfocia nel mare.
La qualità, lo stile, sono decisamente un livello superiore se comparato con molti best-sellers e con molti romanzi che leggo e ai quali da molti anni mi sono di mia sponte dedicata, abbandonando l'esclusiva lettura di classici e via dicendo che mi riservavo.
Questo fa dell'autore uno dei miei preferiti e lo metto su un gradino più alto. Non è narrativa di intrattenimento, questa è arte. Letteratura di qualità.

Comparato agli altri due libri di Hosseini non posso dire che questo sia il mio preferito, perché ognuno dei tre ha qualcosa di unico e meraviglioso e consiglio la lettura di tutti e tre. Ma se proprio devo sceglierne uno, fino ad ora, beh credo che sceglierei "Mille splendidi soli"  perché più degli altri mi ha trasmesso voglia di vivere. Molta voglia di vivere.
Le frasi del libro che vorrei conservare
"Ora so che ci sono persone che sentono l'infelicità con la stessa inevitabilità con cui altre amano: in segreto, con intensità e senza rimedio."
"Ecco cos'è la vecchiaia, una serie di momenti casuali, maligni, che ti colgono quando meno te l'aspetti."
"Vedevo il mio futuro come un'interminabile distesa priva di avvenimenti, e questo bastò perché trascorressi la maggior parte della mia fanciullezza ad agitarmi, sentendomi una controfigura, un delegato di me stesso, come se il mio vero io risiedesse altrove, in attesa di riunirsi un giorno con quest'altro io più oscuro, vuoto.
Mi sentivo come un naufrago. Un esiliato in patria."
"Ma purtroppo è la verità.
E ho imparato che, se scavi un po', scopri che sono tutti uguali, chi più chi meno.
Alcuni sono più raffinati, lo ammetto.
Possono persino avere del fascino e tu ci puoi cascare.
Ma in realtà sono tutti ragazzini infelici che sguazzano nella loro stessa rabbia.
Si sentono vittime.
Non hanno ricevuto quello che si meritavano.
Nessuno li ha amati abbastanza.
Naturalmente si aspettano che sia tu ad amarli. Vogliono essere coccolati, cullati, rassicurati.
Ma è un errore accontentarli.
Non sono in grado di accettare ciò che ricevono, ciò di cui hanno più bisogno.
La conclusione è che ti odiano.
Ma è un tormento senza fine perché non riescono a odiarti quanto meriti, e l'infelicità, le scuse, le promesse, l'abiura, lo squallore, tutto questo non finisce mai."
xoxo Connor
Foto by Connor
Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale

giovedì 1 agosto 2013

Flashback To 2010

Stavo guardando il mio archivio di fotografie, ed ho ritrovato questo servizio fotografico fattomi nel 2010 dalla bravissima Ester Vulpiani in occasione di una serie di scatti da fare con la mia band dell'epoca, i This Void Inside.
Vi avverto, non sono stati editati con Photoshop, per cui tutti i difetti che vedete sono i miei Teh-eeh!
Se volete vedere gli scatti di Ester date un'occhiata alla sua pagina Facebook a questo link!
xoxo Connor