giovedì 22 maggio 2014

Book Corner – Taken


Sinossi

“A Claysoot, una piccola comunità isolata dal resto del mondo da mura altissime, non ci sono uomini. Perché tutti i ragazzi scompaiono il giorno in cui compiono diciotto anni. Appena scocca l’ora fatidica, la terra trema, il vento infuria e una luce accecante cala dal cielo. Così, come per magia, del giovane non rimane più traccia. A pochi mesi dal suo diciottesimo compleanno, Gray si prepara ad affrontare la fine. Sa che nulla potrà sottrarlo al terribile destino che lo attende. Né il coraggio, né l’astuzia, né lo straordinario sentimento che lo lega a Emma, l’amica di sempre. Un giorno, però, Gray scopre per caso una lettera della madre, morta ormai da molti anni, e tutto cambia. Bastano poche righe perché il ragazzo capisca che nel suo passato si nasconde un segreto. Un segreto sconvolgente che potrebbe salvargli la vita. E porre fine alle misteriose sparizioni di Claysoot. Per sempre. Deciso a scoprire la verità, Gray trova il coraggio di scavalcare le mura e fugge dalla città insieme con Emma. E all’improvviso gli compare davanti un mondo che non avrebbe mai osato immaginare. Un mondo dove tutto è possibile. Vivere, morire e persino innamorarsi. Un’altra volta.”

Titolo: Taken
Serie: Taken #1
Autore: Erin Bowman
Formato: Rilegato
Pagine: 310
Editore: Sperling & Kupfer (27 agosto 2013)
Collana: Pandora
Prezzo: 16,90 Euro
 
Tempo Di Lettura:
  2 giorni
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Mi ero ripromessa di non acquistare e iniziare a leggere nuove serie oltre a quelle che già ho.
Questo è uno dei libri che mi ero (quasi) imposta di non comprare e di non leggere, anche se da quando venne pubblicato nella versione originale negli USA ero certa che la mia curiosità al riguardo non mi avrebbe dato tregua.
E così è stato, ad Aprile facendo un giro in una libreria molto ben fornita e curiosando tra gli scaffali, mi sono imbattuta in questo libro che tra gli altri mi attirava come una calamita ed ammiccava insistentemente, mentre una vocina nelle mie orecchie continuava in un loop continuo a dire “compralo, compralo, compralo…” e non si è azzittita finché non l’ho acquistato e con mia somma soddisfazione me lo sono portato a casa.
Questo è il book-trailer di presentazione in Inglese.

Si legge in pochissime ore perché se si è affascinati dai libri Young Adult in cui si ha un mix di Distopia e Fantascienza, questa storia sicuramente cattura l’attenzione e vi tiene incollati alla lettura finché non si arriva all’ultima pagina.
La prima frase con cui inizia il libro ha provocato su di me l’effetto di un bel pugno piazzato in pieno viso, senza avvertimenti
“Oggi è l’ultimo giorno in cui vedrò mio fratello.”
Un incipit davvero d’effetto, a mio parere, che mi ha incollata subito alla narrazione.
 La voce narrante di questo libro è Gray Weathersby che vive nella cittadina di Claysoot. Una piccola comunità che vive senza tecnologia ed è costretta a subire da parte di una forza superiore il “Sequestro” di tutte le persone di sesso maschile, alla mezzanotte del giorno in cui hanno compiuto 18 anni. Non fanno mai ritorno a casa.
Gray ha 17 anni ed un temperamento impulsivo ed inquieto, non vuole arrendersi all’idea che proprio quel giorno suo fratello Blaine compirà 18 anni e svanirà dalla sua vita come se non fosse mai esistito se non nei suoi ricordi.
Molti hanno provato a fuggire cercando la salvezza altrove, oltrepassando il muro che circonda Claysoot, ma i loro corpi ormai senza vita e bruciati, ogni volta venivano rimandati al di qua del muro.
Alcune forze superiori avevano il controllo sul destino di tutti e non si poteva sfuggire alla propria condanna.
Gray non riesce ad arrendersi al suo destino, non riesce ad arrendersi a questa condanna, e non sapere neanche il motivo per cui tutto ciò avviene. Lui “deve” sapere se c’è la possibilità di vivere un’altra vita diversa al di fuori di quelle alte mura di cinta.
Il bisogno di dare risposta a tante domande che si pone, lo porta a cercare ed indagare sulla comunità e sul perché quelli che hanno fondato Claysoot decine di anni prima, non avevano ricordi della loro vita precedente.
In questo libro non poteva mancare un po’ di “romance” per cui sin dai primi capitoli Gray ci confessa del suo amore per Emma.
Lui ha nel suo cuore e nella sua testa solo il desiderio di poter continuare a vivere oltre i suoi 18 anni e vivere con lei, nella semplicità di Claysoot, magari creando una famiglia e viverla fino alla fine.
Questo è solo l’inizio del romanzo, non posso davvero andare oltre a raccontare la trama, ma posso assicurare che quello che accade è un vero susseguirsi di eventi, domande, rivelazioni, sofferenze e scoperte.
Tutto risulta coinvolgente, ma stupisce come (almeno in questo primo libro) alcune informazioni su personaggi che si inseriscono nella storia e altri dettagli (ma non troppo dettagli) non vengono approfonditi come mi aspettavo.
Erin Bowman successivamente nella narrazione fa entrare dei personaggi che dovrebbero essere delle persone “chiave” per la svolta della storia, ma di loro fa mancare un bagaglio di descrizioni e di informazioni che in realtà alle volte è ciò che distingue un libro e il suo “spessore” da un cartone animato dove tutto è molto più facile e piatto per quanto riguarda i tratti caratteristici più profondi dei partecipanti alla storia di certo si tracciano solo delle linee di bozza per definire un buono, un cattivo, un neutrale, un invidioso, un egoista, un ingenuo: potrei andare avanti a dirne migliaia, ma non serve.
Quindi a fine lettura, tirando la linea e facendo un momento i conti dei sì e dei no di questo libro, posso dire che sì la storia è davvero intrigante e ben ideata, descrizioni ben fatte di atmosfere e luoghi, sono contenta di averlo letto e sono speranzosa riguardo i prossimi due libri!
Di certo manca di qualcosa, molte cose sono vaghe e non ben definite. Troppo superficiali a tratti, ma che credo e spero maturino successivamente. Spero sia una scelta stilistica dell’autrice omettere o appannare alcune cose, ma di certo ciò non ha facilitato o abbellito il libro.
Di certo non pretendo che ogni libro che io vada a pescare nella narrativa contemporanea sia frutto di linguisti o altro, ma la differenza tra un libro ed una storia da cartone animato c’è e deve essere ben definita e profonda. Non gradisco trovare questi “salti stilistici” nella scrittura.
Lo consiglio comunque perché le idee di queste ambientazioni distopiche e a volte il mistero che li circonda, sono davvero intriganti e affascinanti, e ripeto, la trama è davvero interessante e ben ideata.
Passatemi il gioco di parole, ma potrei dire che è “un libro con una trama ben strutturata ma con poca struttura nello svilupparsi”.
Le frasi che vorrei conservare del libro
“Sto solo cercando di dire che penso che fare ciò che senti non può essere sempre facile, ma almeno sei sincero con te stesso.”

“Non importa quanto ovvio qualcosa possa sembrare, ci sono sempre due lati della stessa medaglia.”

xoxo Connor

Foto by Connor
Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale.

Book Corner – Apocalisse Z


Sinossi

“Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d’assalto una base militare russa. Un “normale” atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s’insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un’esplosione atomica? Un virus? Tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno lo stesso. Poi intere città vengono isolate e messe in quarantena. Poi entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c’è elettricità, manca l’acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia, in Spagna. E forse è l’unico sopravvissuto all’Apocalisse Z…”
Titolo: Apocalisse Z
Serie: Apocalisse Z #1
Autore: Manel Loureiro
Formato: Copertina Flessibile
Pagine: 415
Editore: TEA
Collana: Teadue
Prezzo: 10 Euro
Tempo Di Lettura:  5 giorni
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Sulla ormai arci-nota libreria della Connor che ospita sempre più libri nuovi, nella parte dove risiedono i volumi appartenenti alle serie la cui lettura ancora deve iniziare, è da un po’ di mesi che stavano lì buoni buoni i tre volumi della trilogia “Apocalisse Z” dell’autore spagnolo Manel Loureiro.
La priorità di lettura di questo libro non stazionava sul podio dei primi tre posti, ma una sera di Marzo, facendo un’interessante e produttiva chiacchierata su libri e gusti letterari, mi è stato fortemente consigliato di leggerla non appena avessi avuto il tempo… “Smetti di leggere qualsiasi libro tu stia leggendo e inizia questo!”. Ecco.
Di esperienze letterarie sul tema zombie (perché è di ciò che parla questa trilogia ovviamente…) non ne ho avute molte. Anzi poche. Anzi solo una credo. Sì.
Avevo letto, divorato, amato “Warm Bodies” di Isaac Marion che ho scoperto solo qualche mese prima dell’uscita del film negli USA, per cui lo trovai solo per una botta di fortuna con la C maiuscola nella libreria Feltrinelli che preferisco qui nella City. Infatti ho trovato la versione con la copertina della prima pubblicazione, che non è proprio il massimo della bellezza, ma ci sta.
Ok, torno ad “Apocalisse Z”.
Un avvocato Spagnolo, trentenne, vive nella sua villetta in una città della Galizia insieme al suo gatto, un bel micione di nome Lucullo.
Inizia a scrivere un blog, una sorta di diario personale in cui appunta pensieri, impressioni, sentimenti. Inizialmente scrive della sua vita e delle sue impressioni su tutto ciò che ha intorno, poi in men che non si dica si ritrova come tutto il resto del mondo ad avere notizie frammentarie e misteriose su uno strano incidente o forse un atto di terrorismo, provenienti da un paese dell’est Europa.
Giorno dopo giorno le notizie che giungono sono sempre più allarmanti, una sorta di epidemia dilagante, incontrollabile, che sta provocando un numero di morti che aumenta ogni ora in maniera esponenziale. Le nazioni iniziano a chiudere le frontiere, nessuno può ora entrare od uscire dal proprio stato e anche l’esercito è stato chiamato a difendere i civili che ancora sono salvi ed evacuati in punti sicuri di raccolta ed assistenza.
A breve tutti i mezzi di comunicazione e le forniture di elettricità iniziano a scarseggiare, e mentre tutti cercano di fuggire da questa epidemia, senza sapere in realtà di cosa si tratta, il protagonista si barrica nella sua casa insieme al suo amato gatto.
Non c’è più nessuno in giro, chi cammina per le strade delle città ormai sono solamente zombie. La situazione è terrificante e nel momento in cui non è più possibile accedere ad internet continua a scrivere la sua testimonianza su un diario tradizionale.
Lui e il suo gatto sono rimasti soli, e nel giro di pochi giorni deve escogitare un piano per andar via e cercare riparo, salvezza ed eventualmente anche altri superstiti a questa che sempre di più prende i contorni di una vera e propria apocalisse.
Questo diario si trasforma in un vero e proprio manuale di sopravvivenza in cui in maniera molto minuziosa ci descrive l’inferno nel quale si è trasformata la sua vita, con descrizioni a volte molto crude e realistiche.
E’ un romanzo che mantiene sempre una tensione molto forte e gli zombie che troviamo qui sono decisamente differenti da quelli che ho trovato su “Warm Bodies”.
Sono crudeli, spietati, non hanno un briciolo di umanità e coscienza, lenti nella loro andatura macilenta, ma letali se riescono ad avvicinare un essere umano ancora vivo.
Migliaia, milioni di loro in giro per il mondo, per tutte le città, per tutti i quartieri: difficile pensare un modo per salvarsi la pelle.
In questo mondo sconvolto e mutato, di certo non ci sarebbe davvero bisogno di altri “cattivi”, ma per mia somma sorpresa, beh, anche questi personaggi sono presenti. E ciò non fa altro che rendere più saporita ed interessante la storia.
Le mie considerazioni sono ovviamente positive, un metodo narrativo molto scorrevole e semplice, con un linguaggio diretto e spesso colloquiale. Giusto che sia così, anche perché bisogna tenere a mente che viene tutto raccontato tramite un blog inizialmente ed un diario scritto a mano poi in condizioni sempre più che critiche. Un lessico ed un ritmo narrativo che rispecchia perfettamente l’intento del romanzo.
Il nome del protagonista? Non saprei, non viene nominato, almeno in questo primo libro, la cosa non mi fa impazzire, omettere questo “particolare” non mi garba molto, ma posso perdonare la cosa perché anche se è un senza-nome, risulta una persona dinamica, ironica, intelligente, ingegnosa, furba e anche sarcastica. In pratica, in poche parole, le caratteristiche che permettono di sopravvivere in un mondo di famelici zombie e di approfittatori. Ho come un déjà-vu… non è un quadro troppo dissimile da quello di un mondo senza apocalisse zombie… già già.
E poi c’è Lucullo. Questo micione che mi fa stare per tutto il romanzo con il fiato sospeso (come se il resto delle vicende non la facesse abbastanza), è un vero co-protagonista della storia.
Lo scopo ultimo dello scrivere questo diario? La speranza, sì perché l’avvocato Spagnolo che scrive le sue cronache ha la speranza di vivere più a lungo possibile, ha la speranza di poter lasciare una testimonianza scritta per qualcuno che potrebbe salvarsi, ha la speranza che tutto finisca, come se fosse un incubo, e scrivere lo aiuta a non perdere il senno, ha la speranza di ritrovare la serenità.
Ah ecco, mi stavo dimenticando una delle cose che non ho capito… in tutto il romanzo non viene mai nominata la parola “Zombie”. Ma perché?
Li chiama “quei cosi”, “morti ambulanti”, “non vivi”, “morti che tornano in vita”.
E’ una lettura che mi sento di consigliare per chi vuole un libro che riesce ad intrattenere senza mai diventare noioso o ripetitivo, ben ideato e strutturato. Certo, per molti ma non per tutti.
xoxo Connor
Foto by Connor
Disclosure: Questo prodotto è stato acquistato da Connor a scopo di uso personale.

lunedì 5 maggio 2014

Ammiraglio Parker - Ammiraglio VS Morfeo

L’ammiraglio Parker ha avuto uno scontro contro Morfeo, ed ha chiaramente perso. Ora sta sfondato di sonno tra cuscini e coperte, sul divano, dormendo alla grande. Probabilmente gli serviranno intorno alle 20 ore per poter recuperare almeno un minimo di forze per potersi alzare e mangiare i suoi gustosi e prelibati croccantini.
xoxo Connor

Foto by Connor